Giudice Antonino La Malfa, attuale presidente del Tribunale Fallimentare di Roma,un furfante associato a professionisti collusi per fini di lucro personale

20 Aprile 2020 Off Di Paolo Bolici

Caso gruppo Bolici

Il Giudice Antonino La Malfa, avvalendosi illecitamente della propria posizione di giudice delegato nel concordato preventivo depositato dalla ditta Paolo Bolici ed aziende controllate, nominava quali commissari giudiziali, professionisti collusi, avv. Renato Negroni e dott. Sebastiano Iacovino per la ditta Paolo Bolici e dott. Marco Coculo ed avv. Andrea Azzaro per la Inside srl, in accordo con i professionisti di parte, avv.Luigi Bottai, avv. Antonio Di Iulio e dott. Francesco Rossi e degli asseveratori, dott.ssa Noemi Menichetti e dott. Salvatore Vittozzi che, incuranti della documentazione legittimata prodotta dal sig.Paolo Bolici attestante sia l’ingente capitale aziendale che il credito vantato verso il ceto bancario referente, dovuto ad usura ed anatocismo per decine di milioni di euro subito in decenni di rapporto intercorso con gli istituti di credito, redigevano relazioni, ai sensi dell’art.172 L.F., false, decretava il fallimento delle aziende su debiti inesistenti per appropriarsi delle proprietà, stimate in centinaia di milioni di euro ed, in accordo con i liquidatori avv. Sandro Bravi e dott. Pietro Marcantoni ed avv. Virginia Perazzoli, depauperavano il capitale con vendite, a prezzi irrisori, verso compiacenti per spartirne i proventi. La momentanea crisi di liquidità del gruppo Bolici , derivante dalle azioni delittuose messe in atto dal ceto bancario referente, di rilievo l’illecita segnalazione, della ditta Paolo Bolici, alla centrale rischi della banca d’Italia da parte di Unicredit che di fatto ha bloccato l’intera operatività aziendale e consentito, vista l’improvvisa crisi , ai clienti di non onorare i pagamenti per lavori eseguiti e fatturati per circa quaranta milioni di euro, ha costretto il Sig. Paolo Bolici al ricorso per concordato preventivo , di seguito rivelatosi una truffa condotta da una associazione per delinquere capeggiata dal Giudice Antonino La Malfa. Si riportano in allegato atti significativi che attestano l’attività delittuosa del Giudice Antonino la Malfa e collusi. Merita attenzione l’origine delle procedure, Unicredit , banca primaria nel rapporto con il gruppo Bolici, in attuazione del piano delittuoso premeditato, si rendeva disponibile a sostenere il finanziamento di progetti internazionali e nazionali avviati dal gruppo Bolici condizionando il proprio intervento dopo l’apporto di mezzi propri pari al 30% del business da finanziare, il sig. Paolo Bolici, fiducioso nell’impegno assunto dalla banca e dai contratti conclusi, in ambito alberghiero, con Marriott e Grand Heritage nonchè dalle delibere della Comunità Europea per costruzione di porti turistici, immetteva a sostegno degli interventi avviati , come richiesto dalla banca, somme di denaro per circa 150 milioni di euro. Unicredit, contrariamente a quanto promesso, come si evince dal documento in allegato, ritrattava l’impegno assunto e illegittimamente segnalava a sconfinamento la ditta Paolo Bolici , spostando una somma di denaro dal conto anticipi, smobilizzata per cessione di contratto, allo scoperto di conto su c/c affidato senza verifica del rapporto , come impone la legge e notifica alla parte, si precisa che la ditta Paolo Bolici era a credito verso la banca, come si rileva dalla perizia in allegato. Tale azione delittuosa ha causato il blocco dell’operatività finanziaria del gruppo Bolici considerato che tutte le banche referenti hanno bloccato l’operatività sui c/c affidati non solo, i clienti non hanno onorato le fatture in pagamento per circa 40 milioni di euro ed una predelibera della BEI per 50 milioni di euro è stata annullata, essendo stata segnalata la ditta alla CR. Il ceto bancario referente, responsabile di usura ed anatocismo per decine di milioni di euro, si è associato alle azioni delittuose messe in atto da Unicredit, di rilievo , la banca ha votato negativo determinante all’omologa del concordato della ditta Paolo Bolici con crediti inesistenti, se pur contestati, ammessi dal G.D e collusi, dette somme indebite sono state stornate per intervento della Banca d’Italia, il resto, per distruggere una importante attività industriale per fini di lucro personale, è stato messo in atto dal giudice Antonino La Malfa e soci , uniti da comune delinquenza verso i malcapitati. L’intera vicenda è stata denunciata presso le Procure della Repubblica competenti, se ne rimane esterrefatti di come e da chi viene amministrata la Giustizia, nel caso di specie, nonostante le prove prodotte inconfutabili, tutti i denunciati sono stati assolti, una copertura a chi delinque e no a tutela degli interessi collettivi come dovuto dai giudici preposti, uno scandalo che ha provocato la distruzione di un gruppo industriale e la perdita dal lavoro per quattrocento dipendenti.