COMUNICATO ISTITUZIONALE – A.C.M.I. Associazione Contro Malagiustizia Italiana RIFORMA STRUTTURALE DELLA GIUSTIZIA COMMERCIALE PER LA TUTELA COSTITUZIONALE DELLE IMPRESE E DEI CITTADINI – PREMESSA ISTITUZIONALE
L’Associazione Contro Malagiustizia
Italiana (A.C.M.I.), email:acmi3202@gmail.com
costituita per la tutela delle vittime di distorsioni nelle procedure
concorsuali ed esecutive, rende pubblico il presente documento al
fine di informare l’opinione pubblica, le istituzioni e le
categorie produttive su una problematica strutturale che incide
sull’economia nazionale e sui diritti fondamentali garantiti dalla
Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
1.
PROFILI COSTITUZIONALI E CONVENZIONALI
Numerose
segnalazioni documentate evidenziano criticità nell’applicazione
delle procedure concorsuali ed esecutive che pongono questioni
rilevanti in relazione:
– all’art. 24 Cost. (diritto di
difesa);
– all’art. 111 Cost. (giusto processo e terzietà del
giudice);
– all’art. 97 Cost. (imparzialità della pubblica
amministrazione);
– all’art. 6 CEDU (diritto ad un tribunale
indipendente e imparziale);
– all’art. 1 Protocollo n. 1 CEDU
(tutela della proprietà).
La concentrazione di poteri
decisionali in capo al giudice monocratico, unita alla possibilità
che lo stesso magistrato decida sulle opposizioni contro propri
provvedimenti, determina una criticità strutturale in termini di
imparzialità oggettiva.
2. DISTORSIONI SISTEMICHE
SEGNALATE
Le casistiche raccolte evidenziano, tra
l’altro:
– revoche improvvise di affidamenti bancari con
conseguente asfissia finanziaria;
– ammissione al passivo di
crediti non adeguatamente verificati sotto il profilo documentale e
contabile;
– rigetto di soluzioni concordatarie economicamente
sostenibili;
– liquidazioni patrimoniali a valori
significativamente inferiori ai parametri di mercato;
–
compressione della capacità economica e processuale del debitore,
con sostanziale squilibrio tra le parti.
Tali dinamiche
producono effetti sistemici: distruzione di imprese produttive,
perdita di posti di lavoro, depauperamento del tessuto economico
territoriale, incremento del contenzioso e potenziali responsabilità
erariali.
3. NECESSITÀ DI UNA RIFORMA STRUTTURALE
Alla
luce di tali criticità, A.C.M.I. ha elaborato e trasmesso una
Proposta di Legge per l’istituzione dei Tribunali del Commercio,
ispirata ai modelli vigenti in diversi ordinamenti europei e di
common law.
I principi cardine della riforma sono:
–
Giurisdizione commerciale specializzata ed esclusiva;
–
Composizione collegiale obbligatoria (magistrato togato + due giudici
laici esperti in materia economica);
– Separazione delle funzioni
decisorie e divieto di auto valutazione dei provvedimenti;
–
Registro Nazionale delle Procedure per garantire trasparenza;
–
Responsabilità civile e patrimoniale effettiva per dolo o colpa
grave;
– Priorità della continuità aziendale rispetto alla
liquidazione distruttiva;
– Presenza di un rappresentante dei
lavoratori nelle procedure;
– Eliminazione di conflitti di
interesse nella remunerazione dei professionisti nominati.
4.
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Sulle problematiche
evidenziate è stata presentata interrogazione parlamentare al
Ministro della Giustizia, attualmente in corso, con richiesta di
verifica sull’effettiva applicazione del Codice della Crisi e
sull’introduzione di ulteriori strumenti di garanzia e
indipendenza.
5. APPELLO ALLE ISTITUZIONI E ALLE CATEGORIE
PRODUTTIVE
A.C.M.I. rivolge un appello formale:
–
al Parlamento della Repubblica;
– alle Commissioni competenti;
–
alle associazioni imprenditoriali;
– agli ordini professionali;
–
ai lavoratori e ai cittadini.
La riforma della giustizia
commerciale non rappresenta una rivendicazione settoriale, ma una
necessità costituzionale e sistemica per garantire certezza del
diritto, attrattività degli investimenti e tutela dell’economia
reale.
CONCLUSIONI
A.C.M.I. continuerà a:
–
documentare casi concreti;
– fornire assistenza alle vittime;
–
promuovere iniziative normative;
– informare l’opinione pubblica
nazionale e internazionale.
La tutela dell’impresa sana
coincide con la tutela del lavoro, della proprietà legittima e della
stabilità economica del Paese.
Per A.C.M.I.
Il
Presidente
Paolo Bolici